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Giochi a due carte napoletane


Un ulteriore differenza rispetto ad altre carte di derivazione francese è la presenza di una ghirlanda ellittica intorno al seme degli assi, di colore identico a quello del seme o nero (solo l'asso di cuori non è circondato da tale ghirlanda).
Di ogni seme troviamo i numeri 2, 3, 4, 5, 6, 7, più l'asso e le figure.
Assieme alle Carte Trevisane sono le carte più lunghe d' Italia.
Come la maggior parte delle carte italiane in stile spagnolo, queste avevano bastoni e spade disposte in modo simmetrico, fatta eccezione per il tre di bastoni.Cookie, questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità skins jackpot low e servizi in linea con le tue preferenze.Semi tedeschi Seme Italiano Ghiande Foglie Cuori Campanelli Tedesco Eichel Gras Grün Laub Blatt Schippen Pik Herz Rot Schellen Di seguito sono descritti in ordine alfabetico i vari mazzi regionali.Xviii.lli Armanino Genova?Si gioca con il mouse: clicca sulle carte che vuoi usare o scartare.Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hanno le figure intere, tranne le genovesi (figure di tipo francese o belga).




(EN) The World of Playing Cards Archiviato l' in Internet Archive.All'atto della proclamazione del Regno esistevano, nei vari stati italiani, due sistemi diversi di tassazione.Ronciglione del resto fu centro della produzione di carte da gioco per lo Stato pontificio dal 1588 al 1678: cfr.In alcune zone tutti i fanti sono detti vecie e in particolare quello di spade è detto vecia scapelada (vecchia senza cappello).Numerose carte hanno dei soprannomi: il fante di coppe è chiamato "Fant cagnì" oppure "Fant Gop il due di spade è la "Felepa sensa pei" oppure "Figa de fer il due di denari "Le bale del'orso" e il due di bastoni è detto "Figa.Spiccano anche il cinque di spade con scene di semina, i denari rappresentati in forma di stelle, l'asso dello stesso seme rappresentato come un' aquila a due teste e il cavallo di spade, che rappresenta un personaggio simile a un moro col turbante in testa.Non si conosce il periodo di nascita, ma per la verità la Scopa viene datata intorno al quattrocento, quando un sacco di pescatori napoletani la giocavano ai tavoli delle bettole dei bar vicino al porto. .L'asso di coppe, come anche nelle carte trentine e bresciane, presenta una forma a fontana e si ispira all'emblema della famiglia Sforza.Questo mazzo è diffuso nelle province dell' Emilia occidentale e centrale, nella Lombardia meridionale, Toscana appenninica ( Garfagnana nelle Marche, in Umbria e in Lazio ; in queste ultime tre regioni arrivarono nel XIX secolo, quando i territori dello Stato Pontificio confinavano con i ducati.Secolo, Ronciglione, Centro ricerche e studi, 1996,.Gli assi sono elaborati.




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